Fogolâr Furlan di Verona APS
(Associazione di Promozione Sociale)
(Associazione di Promozione Sociale)
50° ANNIVERSARIO DEL TERREMOTO IN FRIULI - Esposizione di immagini e documenti d’epoca con proiezione del docufilm “Quando la terra chiama” di Massimo Garlatti Costa.
6 Maggio 2026 – ore 18:00 - Fogolar Furlân di Verona
6 maggio 1976: per il popolo friulano, la linea di demarcazione tra un "prima" e un "dopo". Cinquant'anni fa, la terra tremò, ma non la volontà di un popolo.
Grazie agli aiuti giunti da ogni angolo del mondo, la tenacia e la dignità del popolo friulano consentirono la rinascita del territorio e del tessuto sociale in tempi rapidissimi.
Il Friuli ringrazia e non dimentica: con questa mostra il Fogolar Furlân di Verona omaggia chi c'era allora e chi continua a portare avanti i nostri valori oggi. Immagini, fotografie e il docu-film “Quando la terra chiama” di Massimo Garlatti-Costa ci restituiscono le testimonianze vivide di quei tragici giorni e della successiva ricostruzione.
In allegato, oltre alle Locandine dell’evento e del docu-film, trovate l’Introduzione alla Mostra del curatore arch. Mauro Felice, nostro Vicepresidente.
Vi aspettiamo.
L’evento è stato inserito nelle iniziative promosse dalla Regione Friuli Venezia Giulia in collaborazione con l’Ente Friuli del Mondo (www.50terremotofriuli.it)
9 e 10/5/2026 GITA A SAN DANIELE, GEMONA, VENZONE: l’esemplare ricostruzione dopo il terremoto del Friuli del 1976.
Vi proponiamo questo viaggio tra le bellezze culturali e naturali della zona del Friuli pesantemente colpita 50 anni fa dal tragico terremoto, e felicemente ricostruita con ammirevole cura e rapidità. Sarà anche l’occasione per apprezzare, ancora una volta, l’ottima eno-gastronomia friulana.
In allegato il programma. Confidiamo nella vostra partecipazione. Adesioni entro il 31.3.2026.
Mandi.
Poesia letta in una serata sulla poesia contemporanea friulana organizzata dal Fogolar con il gruppo "Poetria"
No stéi domandâme ce tanç ans che ài
Ài i ans
de Pasolini e Leopardi
del passero solitario
e de Silvia
dei fugulins
ch’i no clarìs pì
al cjant dei crics.
Ài i ans
de un nin
che la mestra
à trat davour la lavagna
parceche al era
cjatif e brut.
Ài i ans
de un Jesu Crist
ch’a no’l puarta
nissun lare
in paradis
de una carecja
de un vaî sutil
de un acuilon
sbregât dal vint.
Ài i ans
de una riduda
de un gjat
pecjacât
dai compagns de zouc
d’un ospedâl
a catordes ans
e d’una mare
ch’a resist
de un par cui nasce
al éis comunque biel.
Federico Tavan
Non chiedermi quanti anni ho
Ho gli anni
di Pasolini e di Leopardi,
del passero solitario
e di Silvia,
delle lucciole
che non rischiarano più
il canto dei grilli.
Ho gli anni
di un bambino
che la maestra
ha cacciato dietro la lavagna
perchè era
brutto e cattivo.
Ho gli anni
di un Gesù Cristo
che non porta
nessun ladro
con sé in paradiso,
di una carezza,
di un pianto leggero,
di un aquilone
strappato dal vento.
Ho gli anni
di un sorriso,
di un gatto
preso a calci
dai compagni di gioco,
di un ospedale
a quattordici anni
e di una madre
che resiste,
di uno per cui nascere
è comunque bello.
Nàncje in paradîs no si sta ben bessôi.
Nemmeno in paradiso si sta bene da soli.
Ciò che abbiamo fatto solo per noi stessi muore con noi.
Ciò che abbiamo fatto per gli altri e per il mondo resta ed è immortale.
(Harvey B. Mackay)